Oltre la cornice grazie a Rita Atria

Dopo aver sconfitto la mafia che c’è dentro di te, puoi combattere la mafia, la mafia siamo noi e il nostro modo sbagliato di comportarci

Rita Atria

Il 17 Gennaio 2020 debuttiamo con la nuova produzione: uno spettacolo di teatro civile, Rita e il giudice. Storia di scelte, padri e mafia, dedicato alla complicata vicenda di Rita Atria, diventata testimone di giustizia a soli diciassette anni, e il 31 Gennaio inizia la rassegna Italia: come eravamo, come siamo, organizzata con Dedalofurioso al Cinema Teatro Busnelli di Dueville.

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Perché raccontare una storia che parla della mafia siciliana degli anni Ottanta-Novanta?

Ce lo siamo chiesto spesso cosa ci spingesse e perché lo sentivamo così necessario da arrivare a produrre uno spettacolo sulla vicenda della diciassettenne Rita Atria.

La risposta non è arrivata subito: è arrivata dopo più di un anno di studi, di scrittura e di confronti. Abbiamo capito che la mafia è una foto in cui nasci e dalla quale non riesci a staccarti perché non puoi, o non vuoi, guardare oltre la cornice. Ma è fondamentale capire quali sono i meccanismi profondi che portano ad aderire ad un determinato sistema culturale e che questi meccanismi scattano a prescindere dalla regione in cui si vive e soprattutto che opporsi a questi meccanismi, spesso inconsci, richiede un cambiamento profondo e radicale.

Questo vogliamo raccontare.

Questa è la risposta che ci ha dato Rita.

Mettere in scena la storia per staccarsi dalla propria foto

E forse più in generale, emergere dalla propria foto fa sempre bene, fa bene staccarsi e guardare il mondo meraviglioso che ci circonda, passato e presente. E se c’è qualcosa che può aiutare a emergere dalla foto è la cultura.

Per questo, colti da una foga di civile socialità, abbiamo organizzato una rassegna teatrale, selezionando spettacoli che raccontano storie d’Italia che, come Rita, ci toccano nel profondo. Ci toccano vicinissimo, come nel caso di Malabrenta, spettacolo di Teatro Bresci, che racconta della foto in cui siamo, come veneti, nati e cresciuti. O ci toccano per il disagio che può procurare una foto reale, come quella del sequestro di Aldo Moro, come racconta Francesco Gerardi ne La ferita nascosta.

Avere coscienza delle grandi storie che ci hanno reso quelli che siamo ci rende persone più consapevoli, più coscienti e con più strumenti per agire nel presente e per costruire un futuro migliore.

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Gli appuntamenti

DEBUTTO

RITA E IL GIUDICE. Storia di scelte, padri e mafia

Venerdì 17 gennaio, a due giorni dal compleanno di Paolo Borsellino, ore 21.00, TEM Teatro Excelsior di Mortise, Padova

All’interno della prestigiosa rassegna Teatro Forum organizzata da Teatro Ragazzi Calendoli ONLUS.

Precederà il debutto, venerdì 10 gennaio, OMERTÀ. Capaci, 23 Maggio 1992, dei Barabao Teatro.

ITALIA: COME ERAVAMO COME SIAMO

La programmazione:

Venerdì 31 gennaio 2020, ore 20.30
Teatro Boxer
La ferita nascosta. Come ho conosciuto Aldo Moro, i suoi assassini e quella foto lì

Venerdì 28 febbraio 2020, ore 20.30
Matàz Teatro
Rita e il giudice. Storia di scelte, padri e mafia.

Venerdì 13 marzo 2020, ore 20.30
Teatro Bresci
Malabrenta

TUTTE LE INFORMAZIONI NELLA PAGINA DEDICATA

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