Una giornata a teatro: cosa c‘è dietro un’ora di spettacolo?

Otto metri per sei di tavole di legno rialzate da terra, poltroncine in fila, uno spazio vuoto. Muto. Sono le dieci di mattina.

Alle 16.30 si spengono le luci, i bambini urlano emozionati. Si apre il sipario. Il palco si illumina, il teatro si anima.

Cos’è successo in queste sei ore e mezza? Cosa sta dietro alla magia di un’ora di spettacolo?

Immaginiamo una giornata tipo di uno spettacolo dal punto di vista degli attori

È domenica, fa freddo e il sole si è appena mostrato all’orizzonte. Oggi c’è una replica de I vestiti nuovi dell’imperatore nel paese di Castegnolo di Serafino sul Bu (noto fiume delle Alpi Antigoni) in provincia di Sorbizzole (siamo circa a un’ora e trenta da Dueville).

I nostri eroi Beatrice, EvarossellaMarco, insieme al tecnico di scena Clara, si ritrovano in magazzino. Mezzi sorrisi e parolacce per un altro giorno in cui non si dorme: si preparano al viaggio.

Porca miseria, in quattro non ci stiamo in furgone! L’organizzazione lo sa? Abbiamo avvertito la Giulia?

Partenza alle 8.00 per raggiungere Castegnolo di Serafino sul Bu. Prima però, bisogna caricare scena e tecnica in furgone:

Impianto audio? Preso!

Luci? Ci sono!

Dimmer? Caveria varia? Regia?

Scena? C’è tutta? Si… costumi? Apporca@*##$$/”!!! Ho dimenticato a casa la maglietta… ok, faccio con quella che ho addosso… la giro e sembra quella!

A posto: si parte!

Cosa c'è dietro un'ora di spettacolo 1

Appena usciti dall’autostrada (per chi non lo sapesse per Castegnolo di Serafino sul Bu da Dueville si prende la A82 direzione Subasto), pausa caffè!

Cavolo, Marco ci siamo dimenticati di far da mangiare: forse è meglio comprare dei panini?

No no, ho fatto io: cous cous per tutti!!

…Per fortuna che c’è Beatrice!

Arriviamo su piazza. Sono le dieci del mattino. Il teatro è un gioiello: all’italiana, sul palco si può inchiodare e il referente, il signor Egidio, è molto disponibile. Peccato per il freddo vigliacco: accenderanno il riscaldamento alle due, disposizioni del Comune…

Scarichiamo: i cavi sono così gelati che non si srotolano. Abbiamo tutti scarpe antiinfortunistiche, anche Bea che è in gonna. Ah.. ovviamente siamo tutti in regola: Paolo ci ha messo in agibilità.

Ci ha messo in agibilità, vero?

Cosa c'è dietro un'ora di spettacolo 3

Montiamo la scena e puntiamo i fari: piazzato stretto, piazzato largo, un po’ di controluce per la scena del re e come sempre non c’è un’americana in esterno per mettere i fari e dobbiamo stare indietro con la scena nel palco.

Noooooo…. Ma così distanti non abbiamo rapporto col pubblico!

Vabbè dai vi metto due tagli a terra e usiamo il proscenio, però attenzione a non inciamparvi e Bea becca le luci!

Facciamo un’italiana? O Clara preferisci una filata tecnica? Io preferirei una filata in energia, che è un po’ che non lo facciamo?

TAAAAAN TAN TAN TAN*:

Per filata all’italiana si intende una tecnica di ripasso delle scene di uno spettacolo, in cui gli attori si danno velocemente le battute con o senza intonazione e, talvolta accennando alcuni movimenti di scena. SINONIMO: accazzo.

Durante una filata tecnica, invece, la compagnia al completo (attori, regista, tecnici audio e luci) prova attacchi e chiusure delle singole scene o punti salienti in cui interagiscano con fattori più tecnici quali movimenti particolari di scena, cambi d’abito, cambi luce, musiche.

Si ringrazia Commedie Teatrali Italiane

La filata in energia è invece un’invenzione della Eva, che fa a finta esista da sempre nel mondo del teatro come sinonimo di “filatina come si deve”.

Dicevamo… a che ora è lo spettacolo?

16.30..

Dato il poco tempo, optiamo per un’italiana. Ormai sono le quindici.

Puntuale come un orologio svizzero arriva Luisa, la venditrice, a prendersi il suo posto centrale in prima fila, a sfoderare il telefono per le foto di rito e a far da supporto morale agli attori.

Filata finita.

Altro che italiana, se viene così applausi a scena aperta garantiti!

Solo che ormai sono le 16.10 e il teatro deve far sala.

Si chiude il sipario e il pubblico entra. Da dietro il tendone rosso si sentono le prime urla dei bambini. Andiamo in camerino. Ci sono circa quaranta gradi che rispetto ai diciassette del palco sicuro stavolta ci ammaliamo ad entrare in scena in canottiera…

Ci vestiamo, c’è chi si lava i denti, chi riscalda la voce, chi guarda il cellulare. Clara ci dà i 5 minuti e arriva con Luisa per “fare merda”

TAAAAAN TAN TAN TAN*:

Fare merda è un rito benaugurale che viene fatto dalla compagnia prima dell’inizio dello spettacolo. Se volete sapere il perché, ve lo raccontiamo a voce (non possiamo mica svelarvi tutto!)!

Cosa c'è dietro un'ora di spettacolo 2

Il “chi è di scena” arriva dal citofono che collega la regia del tecnico al palco.

Alle 16.30 si spengono le luci, i bambini urlano emozionati. Si apre il sipario.

Per un’ora gli attori giocano tra loro e con il pubblico. Raccontano una storia, creando una relazione che non tornerà mai più. Che esiste solo e soltanto in quell’istante. E proprio per questo è super! (….capìta?).

E poi lo spettacolo finisce, e gli applausi, e i bambini che ci vogliono vedere da vicino che ci guardano con occhi innamorati e ci chiedono come abbiamo fatto a fare tutti quei personaggi, se il re è veramente un re… ci fanno sentire proprio speciali.

E poi loro se ne vanno, noi ci rimettiamo i vestiti e siamo di nuovo noi. E smontiamo, stanchi, l’adrenalina che scende, la testa già a domani, dal palco si tolgono pezzo per pezzo tutti gli elementi che con noi hanno creato la magia dello spettacolo. Carichiamo tutto e il giro del mona.

Sono quasi le venti…

… Birra?

* TAAAAAN TAN TAN TAN: trasposizione grafica dell’incipit dell’aria sulla 4 corda – secondo movimento della suite orchestrale n.3 in Re maggiore – di J.S. Bach nell’arrangiamento di The Swingle Sisters. In pratica, la sigla di SuperQuark.

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