omu cani

All’inizio del 1940 compare a Mazara del Vallo, in provincia di Trapani, un misterioso clochard che nessuno conosce. Vive randagio per la città, ed è per questo motivo che gli abitanti prendono a chiamarlo “omu cani”, uomo cane.

Pochi anni prima, nel 1938, il grande fisico nucleare catanese Ettore Majorana era scomparso misteriosamente sul traghetto che da Palermo lo stava riportando a Napoli.

A Mazara del Vallo iniziano così a circolare voci sempre più insistenti sulla vera identità dell’omu cani.

Premi e riconoscimenti

Selezionato al Torino Fringe Festival 2019

Informazioni

Di e con: Davide Dolores
Musiche originali di: Riccardo Russo
Sonorizzazioni: Salvino Martinciglio
Consulenza storica e drammaturgica: Pippo Dolores
Disegno luci: Davide Dolores, Clara Stocchero
Foto di scena: Lina Padovan

Lo spettacolo ha delle parti in dialetto siciliano comunque comprensibile a qualunque pubblico

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Note di regia

Pur partendo da incredibili coincidenze, il monologo che metto in scena non vuole indagare una vicenda storica che è stata già chiarita ufficialmente dagli inquirenti.

L’obiettivo è piuttosto quello di far conoscere la figura dell’omu cani nella sua capacità di osservare il mondo da un punto di vista diverso, alternativo (esattamente come Ettore Majorana), vivendo da cane ma senza perdere mai la sua umanità. Anzi, forse vivendo da cane proprio per riscoprirla, l’umanità, ancor di più in tempi come questi in cui i “diversi”, gli “sconosciuti” provenienti dall’Africa e dal Medio Oriente vengono a bussare alle porte dell’Europa.

Un monologo di narrazione che muovendo da una storia particolare, vissuta da una città, Mazara del Vallo, a confini dell’Europa ma al centro del Mediterraneo, cerca di invitare ad una riflessione di respiro universale.

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