LIBERA. STORIA DI UN VIAGGIO

Alla fine dell’800 Annie Choen sfida le norme sociali e compie un gesto straordinario: è la prima donna a fare il giro del mondo in bicicletta.

Evarossella Biolo porta in scena questa straordinaria avventura con un entusiasmo contagioso, raccontando la storia di Annie con il fervore di chi ha scoperto un tesoro nascosto. Questo spettacolo è molto più di una semplice cronaca storica: è un viaggio emozionante verso l’emancipazione e l’autodeterminazione, un inno alla forza di volontà di una donna che ha sfidato il mondo intero.

In scena anche la riproduzione della bicicletta con cui ha compito il suo viaggio: è quasi possibile sentire il vento tra i capelli mentre Annie pedala attraverso terre sconosciute e sfida le aspettative di una società che cercava di tenerla al suo posto.

Perchè si parte, perché si viaggia…
Forse perchè hai bisogno di incontri inaspettati, costantemente?
E poi, viaggiare: è tale solo se ci si sposta  fisicamente? E Salgàri? E viaggiare con la fantasia?
Forse perché un giorno l’aria ti colpisce con una fragranza diversa, perché la luce si spezza per un attimo in un effimero arcobaleno; e allora sai che devi partire, salire una montagna, entrare in acqua… inforcare una bicicletta.

crediti

Scritto e interpretato da Evarossella Biolo

Diretto da Marco Artusi

Scenografie di Alessandra Dolce

Riproduzione bicicletta di Enrico Moro

Produzione Matàz Teatro

trailer

Video realizzato a Marzo 2021

Regia e montaggio video Riccardo Dugato

Betulla Studio

www.betullastudio.com

A fine 1800 una giovane donna inforca una bicicletta – mezzo che stava proprio in quel periodo diventando popolare – e, nonostante la morale vigente, parte da Boston per fare il giro del mondo in solitaria.

Pochi credono che ce la possa fare. Fra questi alcuni sponsor, primo fra tutti l’acqua Londonderry che le dà soldi in cambio di una targa pubblicitaria da mettere sulla bici.

Da quel momento la giovane donna, sarà conosciuta in tutto il mondo come Annie Londonderry.

Dopo 15 mesi, Annie torna dove era partita compiendo un’impresa che rimarrà nella storia: la prima donna a fare il giro del mondo in bicicletta.

Non l’hanno fermata la mancanza di strade, i pericoli, la bici pesantissima e una gonna ingombrante. Ma soprattutto non l’ha fermata essere una donna.

Tornerà celebrata da tutti i giornali, e grazie alle sue capacità da imprenditrice, con molti più soldi di quando era partita.

Il suo nome e la sua impresa hanno un’eco immediata in tutto il mondo, ma perdono via via di forza fino a smorzarsi pochi anni dopo.

Pochi oggi conoscono il suo nome e la sua impresa. E quello che sappiamo lo dobbiamo essenzialmente alle cronache dell’epoca la cui attenzione Annie, grandissima comunicatrice, sapeva attirare.

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