SOGNO DI MEZZ’ESTATE

Miti greci, non più giovani innamorati, improbabili fate ed elfi si intrecciano con camioniste arrabbiate, impiegat* comunali e “esodati della Fornero” impegnati in uno spettacolo amatoriale.

Questo dedalo di storie si intreccia in un ritmo incalzante con quattro attori che entrano ed escono senza respiro dai diversi personaggi.

L’approccio di Pennacchi si manifesta attraverso la creazione di personaggi modulati a partire dagli attori che li interpretano, restituendo, soprattutto con i comici, un’aderenza al reale che porta il testo seicentesco alla contemporaneità.

Inoltre, l’utilizzo della drum machine dal vivo da parte degli attori crea un’atmosfera sonora elettronica, arricchendo l’esperienza e aggiungendo forza alla dimensione contemporanea e dinamica della rappresentazione.

Un “Sogno di mezz’estate” popolar-musical-clownesco, condito di quella salsa nordestina ironica e pungente che a Pennacchi riesce alla meraviglia, tra fate improbabili e camioniste arrabbiate, amanti sospirosi ed esodati della Fornero, fiori dal magico succo e portiere d’automobile.
A Marco Artusi, Evarossella Biolo, Igi Meggiorin e Beatrice Niero il merito di aver reso esplosivo e frizzantissimo il testo di Pennacchi, di aver saputo “giocare” con le sue regole fuori dalle regole, entrando e uscendo senza respiro dai diversi personaggi della storia, cantastorie pirotecnici dalla non comune forza comunicativa.

Alessandra Agosti
Il Giornale di Vicenza

crediti

Scritto e diretto da Andrea Pennacchi

Interpretato da Marco Artusi, Evarossella Biolo, Igi Meggiorin e Beatrice Niero

Assistente alla regia Davide Dolores

Scenografie e costumi di Woodstock Teatro

Produzione Matàz Teatro e Dedalofurioso

Il Sogno è considerato il primo vero capolavoro del giovane William Shakespeare, concepito nell’inverno del 1596. Tratta di un’estate ideale, magica, in cui intrecciare miti greci, giovani innamorati, fate ed elfi del folklore letterario e rustici artigiani della campagna inglese intenti a preparare uno spettacolo amatoriale.

È, ci assicura l’autore, un sogno, ma di chi? Di Bottom/Chiappa? Di Puck? Dei giovani innamorati? Del Pubblico? Il sogno di chiunque, in una qualsiasi notte di mezz’estate, quando il mondo è più… grande. Talmente grande da permetterci di attraversare a piedi, in mutande per citare un poeta nostrano, i miti, le favole, le storie.

Il disaccordo tra Titania (avatar della dea Diana) e Oberon (signore celtico degli elfi), scatenato non dall’ennesimo tradimento ma da una questione di protocollo, di puntiglio, minaccia di distruzione l’intera realtà e di riversarsi sui loro protetti umani: Ippolita, regina delle Amazzoni, e Teseo, signore di Atene, che stanno per sposarsi; la fuga di due coppie di innamorati (per loro natura appartenenti a tutti i tempi e a tutti i luoghi) nella foresta, e una scalcagnata banda di attori dilettanti nostrani forniranno a Puck, spirito diabolico Anglosassone, l’occasione per riappacificare i due e salvare il mondo.

È una festa onirica di racconti: amore, mito, fiaba; un arazzo di narrazioni intrecciate.

Il lavoro di scenografia e costumi di Woodstock Teatro è nato a seguito degli stimoli e riflessioni fatti insieme al drammaturgo e attore Andrea Pennacchi: dov’è nascosto il fantastico nella nostra realtà quotidiana? Come sono e cosa rappresentano le fate e i folletti ai nostri giorni?

Il nostro progetto scenico vuole presentare un Mondo al confine tra Realtà e Sogno dove ci si può sentire al sicuro, dove ci si può rinchiudere per sfuggire alla realtà circostante, dove si possono fare sogni ad occhi aperti ed essere visitati dagli incubi la notte, quando ci si lascia vincere dal sonno.

E questo magico momento può succedere proprio in una strana notte d’estate…

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